The Mandalorian 3 – Ep. 5 – Recensione

Siamo ormai giunti al quinto appuntamento della nostra rassegna settimanale di The Mandalorian, che segna l’ingresso nella seconda metà di questa terza stagione. Un ingresso caratterizzato da un decisivo cambio di ritmo, in cui sembra che finalmente la trama inizi a prendere forma. Se vi siete persi il nostro commento al precedente episodio, potete recuperarlo qui e fare il primo passo in questa seconda parte del viaggio.

E’ tutto collegato

Con questa quinta puntata la narrazione subisce un brusco cambiamento di marcia, iniziando per davvero a delineare una trama più articolata, collegando tra di loro i vari tasselli del puzzle sparpagliati come briciole nel corso dei precedenti 4 episodi e delle passate stagioni. Personaggi e situazioni che prima sembravano destinati a comparire nel mezzo della storia per capriccio o con uno scopo apparentemente limitato e di scarsa importanza, assumono un ruolo più definito e decisamente di maggior rilievo, a cominciare dal capitano della Nuova Repubblica Carson Teva. Comparso in più di un’occasione durante le precedenti stagioni di The Mandalorian e in Boba Fett, il capitano porta avanti diverse indagini nell’Orlo Esterno, maturando sempre più la convinzione che ci sia qualcosa di strano e che l’Impero stia cercando di rimettere insieme i propri pezzi.

Navarro subisce un attacco da parte dei pirati di Gorian Shard (la brutta copia di Swamp Thing), come vendetta per l’espulsione dei suoi uomini dal pianeta avvenuta durante il primo episodio della stagione. Costretto a fuggire assime alla sua gente, Greef Karga chiede aiuto al capitano Teva perchè invii dei rinforzi. Con questo attacco i sospetti di Teva che dietro a tutto questo ci sia la mano dell’Impero si fanno sempre più forti e nonostante egli esprima i propri timori alla Nuova Repubblica, questa non intende inviare aiuti a Navarro, dal momento che si tratta di un pianeta indipendente. Non volendo arrendersi, il capitano raggiunge Din Djarin e i mandaloriani nel loro rifugio segreto, chiedendo il loro aiuto. Ripensando alla vecchia proposta di Karga sulla concessione di uno spazio tutto per loro da poter chiamare casa, Din riesce a convincere I Figli della Ronda a combattere per liberare Navarro.

Entriamo nel vivo della storia

Un ruolo decisivo quindi quello di Carson Teva, che in questo episodio è motore di molti degli aventi principali e protagonista del colpo di scena finale che apre nuove prospettive e sospetti per le future puntate. Dopo la liberazione di Navarro, e sequenze decisamente più ricche d’azione rispetto a quanto visto finora, i mandaloriani hanno finalmente una nuova casa, un posto solo per loro dove non sono più costretti a nascondersi. Un nuovo inizio dunque per un popolo rimasto troppo tempo senza un luogo sicuro, sparpagliato per tutta la galassia e che ora, su ordine dell’Armaiola, Bo Katan ha il compito di riunire, portando sul pianeta tutti i mandaloriani che riuscirà a trovare nel suo viaggio.

Un episodio davvero interessante, che alza decisamente l’asticella rispetto alla precedente puntata e mette in moto gli ingranaggi dei successivi tre episodi, che potrebbero essere più ricchi di colpi di scena di quanto immaginiamo. Calibrando la giusta quantità di azione, mistero, cambiamenti e colpi di scena, questo ingresso nella seconda metà di stagione si rivela perfettamente riuscito. Speriamo davvero che non si tratti solo di uno sporadico accenno di cambiamento, ma che produca significative novità.

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