Top & Flop – Serie Tv Dicembre

Eccoci giunti all’articolo di recap sulle uscite seriali del mese di Dicembre, in cui cerchiamo di tirare le somme sulle serie viste negli ultimi due mesi. Questo articolo fa da companion all’articolo mensile sui nostri consigli (QUI l’articolo del mese di Gennaio), cercando di capire anche se i consigli si sono rivelati oculati. Da segnalare che non sempre ogni serie consigliata nel mese comparirà qui e altrettanto potrebbero essercene di nuove, un po’ perché è difficile vedere tutto ed un po’ perché i palinsesti mutano anche di settimana in settimana. Inoltre, per i prodotti ancora in corso, verranno giudicati gli episodi finora trasmessi/rilasciati, una serie, quindi, potrebbe passare, nel corso dei mesi, da una categoria all’altra!


Le serie TOP di Dicembre

Vista la grande mole di informazioni ormai reperibili in rete, fra trailer, trame e recensioni in anteprima, sempre più difficilmente ci si imbatte in pessime serie, magari perché, se non di proprio interesse, le si scarta a priori. Molto probabilmente, quindi, nel corso dei mesi, la maggior parte finiranno in questa categoria, ma l’interessante a nostro avviso è la motivazione che ci spinge ad inserirle nella Top o nella Flop.

Stranger Things 5 – Netflix

Stagione completa. La quinta stagione di Stranger Things si configura come un finale pensato soprattutto per colpire sul piano emotivo, più che per alzare ulteriormente l’asticella dello spettacolo. La serie sceglie di chiudere il cerchio puntando sui personaggi, sui loro legami e su quell’atmosfera nostalgica che l’ha resa un fenomeno globale, regalando diversi momenti sinceramente toccanti e coerenti con il percorso iniziato anni fa. Non mancano però le criticità: il ritmo resta altalenante, con episodi spesso dilatati oltre il necessario, e lo scontro finale risulta meno incisivo di quanto ci si potesse aspettare, soprattutto dopo l’escalation delle stagioni precedenti. Alcune sottotrame vengono risolte in modo un po’ frettoloso o finiscono per rimanere in secondo piano, dando la sensazione di un equilibrio non sempre perfetto tra ambizione narrativa e necessità di chiusura. Nel complesso, resta comunque un addio sentito e coinvolgente, che riesce a emozionare e a dare un senso di compiutezza all’universo di Stranger Things. Pur con qualche problema strutturale e scelte narrative fin troppo prudenti, la serie saluta il pubblico con dignità, lasciando un ricordo forte di personaggi e di un mondo che, nel bene e nel male, hanno segnato un’epoca della serialità recente.

Pluribus – Apple TV+

Stagione completa. Pluribus si è rivelata una delle sorprese più forti e inattese dell’anno, confermando ancora una volta la straordinaria capacità di Vince Gilligan di costruire mondi narrativi complessi senza mai perdere il controllo del racconto. Nei primi episodi la serie procede con apparente calma, prendendosi tutto il tempo necessario per definire personaggi, dinamiche e temi, ma sotto la superficie lavora costantemente di sottrazione e tensione, preparando svolte che arrivano sempre in modo chirurgico. La scrittura è il vero punto di forza: dialoghi misurati, situazioni ambigue e una struttura che rifiuta soluzioni semplici, preferendo lasciare spazio al dubbio e all’interpretazione. Pluribus non cerca l’effetto shock immediato, ma costruisce un senso di inquietudine costante, facendo emergere gradualmente le implicazioni morali e sociali del suo concept. È una serie che chiede attenzione, ma ripaga con una profondità rara nel panorama televisivo attuale. Qualche limite emerge soprattutto nel ritmo, volutamente lento e non sempre accomodante, che potrebbe risultare ostico per chi si aspetta una narrazione più tradizionale o ricca di colpi di scena ravvicinati. Alcuni passaggi sembrano quasi compiaciuti della propria complessità, rischiando di appesantire la visione. Nel complesso, però, Pluribus si impone come una serie ambiziosa e lucidissima, capace di distinguersi per personalità e visione autoriale. Un racconto maturo, stratificato e affascinante, che conferma Gilligan come uno dei pochi veri autori televisivi contemporanei e lascia la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa destinato a crescere episodio dopo episodio.

IT: Welcome to Derry – Sky/Now

Stagione completa. All’inizio, Welcome to Derry sembrava puntare quasi solo allo splatter: la prima puntata apre con un body horror viscerale, pensato per shock immediato. Ma successivamente la serie cresce, dimostrando che c’è molto più di sangue e jump scare. Andy Muschietti trova il ritmo giusto, dosando momenti di terrore viscerale con tensione psicologica, introspezione dei personaggi e costruzione di un’ambientazione claustrofobica e inquietante. La storia esplora le origini di Pennywise e della maledizione di Derry, ma allo stesso tempo riflette su paure sociali e personali, tra razzismo, traumi e sacrifici, trasformando l’horror in qualcosa di stratificato e potente. Il settimo episodio, in particolare, è il punto più alto: paura intensa, regia sicura e un equilibrio tra horror visivo e dramma umano che conferma la crescita della serie. Gli attori — soprattutto i bambini — reggono bene il peso emotivo, mentre le sottotrame secondarie sono a volte meno incisive e la serie tende ancora a privilegiare il gore rispetto alla tensione pura. Qualche incoerenza narrativa e momenti di fan‑service restano, ma nel complesso la serie ha superato la trappola dello shock fine a sé stesso, mostrando ambizione, cura estetica e capacità di emozionare. In sintesi, Welcome to Derry dimostra che Muschietti sa costruire un horror adulto, stratificato e inquietante: non perfetto, con alti e bassi, ma comunque un prequel riuscito e stimolante.

Fallout 2 – Prime Video

Rilasciati fino a questo momento 3 episodi su 8. La seconda stagione di Fallout riparte con grande convinzione e mantiene quello slancio che molti avevano sperato dopo l’apprezzata prima stagione. Le prime tre puntate si rivelano un’apertura solida e promettente: riuscendo a mantenere l’equilibrio tra azione, humour nero e riflessioni sui personaggi che hanno fatto il successo della serie. Nel primo episodio della stagione, la sensazione è quella di una ripartenza degna del marchio, con la protagonista Lucy e il Ghoul che si ritrovano immersi in un mondo sempre più spietato ma narrativamente ricco. La messa in scena continua a brillare per atmosfera e dettagli, catturando tanto gli spettatori nostalgici dei videogiochi quanto chi si avvicina per la prima volta allo show. Proseguendo con il secondo e il terzo episodio, la stagione comincia a delineare conflitti più profondi: si avvertono tensioni interne alla Brotherhood of Steel, lotte di potere tra fazioni rivali e dinamiche complesse tra i personaggi principali. Il terzo episodio in particolare conferma questa tendenza con sviluppi sorprendenti, intrecciando momenti di forte tensione emotiva con battute più leggere e una satira sempre presente nella serie. Nel complesso, queste tre puntate offrono una premessa convincente per il resto della stagione: lo spettacolo visivo resta potente, le performance degli attori riescono a dare vivacità ai personaggi e la scrittura intreccia umorismo e drammi personali in modo efficace. C’è una certa dispersione nel ritmo e i dialoghi non sono sempre il massimo, ma la sensazione generale è positiva e conferma che Fallout 2 potrebbe essere all’altezza e in certi aspetti addirittura superiore alla prima stagione.


Le serie FLOP di Dicembre

Le serie inserite in questa categoria, come accennato in precedenza, non sempre sono completamente da buttare, ma magari hanno difetti più rilevanti rispetto ad altre e soprattutto ribadiamo che quelle ancora in corso sono passibili di modifica sia in meglio, che in peggio.

Sarà che a Natale siamo tutti più buoni, dopo quasi due anni di questa rubrica, incredibile, ma vero, non ci sono state serie Flop!