Eccoci giunti all’articolo di recap sulle uscite seriali del mese di Novembre e Dicembre, in cui cerchiamo di tirare le somme sulle serie viste negli ultimi due mesi. Questo articolo fa da companion all’articolo mensile sui nostri consigli (QUI l’articolo del mese di Dicembre), cercando di capire anche se i consigli si sono rivelati oculati. Da segnalare che non sempre ogni serie consigliata nel mese comparirà qui e altrettanto potrebbero essercene di nuove, un po’ perché è difficile vedere tutto ed un po’ perché i palinsesti mutano anche di settimana in settimana. Inoltre, per i prodotti ancora in corso, verranno giudicati gli episodi finora trasmessi/rilasciati, una serie, quindi, potrebbe passare, nel corso dei mesi, da una categoria all’altra!
Le serie TOP di Novembre-Dicembre
Vista la grande mole di informazioni ormai reperibili in rete, fra trailer, trame e recensioni in anteprima, sempre più difficilmente ci si imbatte in pessime serie, magari perché, se non di proprio interesse, le si scarta a priori. Molto probabilmente, quindi, nel corso dei mesi, la maggior parte finiranno in questa categoria, ma l’interessante a nostro avviso è la motivazione che ci spinge ad inserirle nella Top o nella Flop.
Stranger Things 5 volume 1 – Netflix
Rilasciati fino a questo momento 4 episodi su 8. Il primo volume della stagione finale di Stranger Things segna un ritorno sorprendentemente solido per la serie di punta di Netflix. Nonostante episodi lunghi, la visione risulta più scorrevole rispetto alla quarta stagione, merito di un ritmo finalmente bilanciato tra tensione, mistero e horror, e di un intreccio che recupera la magia dei primi anni senza perdere la maturità conquistata strada facendo. Gli episodi si muovono con un’energia nuova: l’atmosfera è densa, gli scontri con il Sottosopra diventano più brutali, le dinamiche emotive trovano un equilibrio più efficace, e la costruzione dei cliffhanger funziona alla perfezione. La fotografia è più cupa, gli effetti visivi raggiungono uno dei punti più alti dell’intera saga e i colpi di scena, per una volta, si prendono il tempo necessario per lasciare il segno. Questo non significa che sia tutto perfetto: la mitologia della serie continua a espandersi a dismisura e, in alcuni momenti, il rischio di sovraccarico si fa sentire. La mole di linee narrative e simbolismi porta qualche passaggio a perdere chiarezza, e non mancano le situazioni in cui il cuore emotivo dei personaggi fatica a emergere tra creature, visioni e minacce cosmiche. Ma sono limiti che non incrinano la resa complessiva. Il risultato è un Volume 1 che si fa seguire con piacere, più solido del previsto e capace di ritrovare quell’energia nervosa che sembrava un po’ sfuggita nell’ultima stagione.

Pluribus – Apple TV+
Rilasciati fino a questo momento 6 episodi su 9. Nei primi sei episodi, Pluribus si conferma come una delle serie più sorprendenti del 2025. L’idea è potente e disturbante: un virus trasforma l’umanità in una coscienza collettiva felice, tranne una donna, Carol, che rifiuta l’unità mentale. Seguendo la sua resistenza nasce un viaggio tra horror, distopia, satira e riflessione sociale, con tensione, fragilità e inquietudine rare al giorno d’oggi. Il punto forte è l’originalità: non la solita sci-fi, ma un mix riuscito di dramma, fantascienza e satira sulla felicità, libertà e conformismo. Rhea Seehorn è eccezionale: la sua Carol è cinica, vulnerabile, umana, e la sua lotta interiore tiene insieme il caos della serie. Fotografia, colonna sonora e ambientazioni creano un’atmosfera ossessiva, quasi claustrofobica, perfetta per ansia, suspense e dissonanza morale. Qualche limite c’è: ritmo lento e “slow burn” estremo, che può far faticare l’attenzione; i personaggi secondari spesso non reggono il passo di Carol; il mondo della serie è ricco di potenziale, ma alcune idee restano solo accennate. In sintesi, Gilligan non ha perso il tocco: sceneggiatura audace, protagonista convincente, visione drammatica e riflessiva. Pluribus è una sci-fi con spessore, inquietante e stimolante, che merita attenzione anche se richiede pazienza. In un 2025 televisivo a volte piatto, emerge come una sfida e uno stimolo, già tra le migliori cose dell’anno.
IT: Welcome to Derry – Sky/Now
Rilasciati fino a questo momento 7 episodi su 8. All’inizio, Welcome to Derry sembrava puntare quasi solo allo splatter: la prima puntata apre con un body horror viscerale, pensato per shock immediato. Ma successivamente la serie cresce, dimostrando che c’è molto più di sangue e jump scare. Andy Muschietti trova il ritmo giusto, dosando momenti di terrore viscerale con tensione psicologica, introspezione dei personaggi e costruzione di un’ambientazione claustrofobica e inquietante. La storia esplora le origini di Pennywise e della maledizione di Derry, ma allo stesso tempo riflette su paure sociali e personali, tra razzismo, traumi e sacrifici, trasformando l’horror in qualcosa di stratificato e potente. Il settimo episodio, in particolare, è il punto più alto finora: paura intensa, regia sicura e un equilibrio tra horror visivo e dramma umano che conferma la crescita della serie. Gli attori — soprattutto i bambini — reggono bene il peso emotivo, mentre le sottotrame secondarie sono a volte meno incisive e la serie tende ancora a privilegiare il gore rispetto alla tensione pura. Qualche incoerenza narrativa e momenti di fan‑service restano, ma nel complesso la serie ha superato la trappola dello shock fine a sé stesso, mostrando ambizione, cura estetica e capacità di emozionare. In sintesi, Welcome to Derry dimostra che Muschietti sa costruire un horror adulto, stratificato e inquietante: non perfetto, con alti e bassi, ma finora un prequel riuscito e stimolante.
Le serie FLOP di Novembre-Dicembre
Le serie inserite in questa categoria, come accennato in precedenza, non sempre sono completamente da buttare, ma magari hanno difetti più rilevanti rispetto ad altre e soprattutto ribadiamo che quelle ancora in corso sono passibili di modifica sia in meglio, che in peggio.
Hazbin Hotel 2 – Prime Video
Stagione completa. La seconda stagione di Hazbin Hotel partiva con un’eredità enorme: la prima stagione era praticamente perfetta, un mix di animazione audace, musical memorabili, personaggi indimenticabili e satira corrosiva. La seconda stagione prova a confermare quel successo, ma fin dai primi episodi si percepisce la difficoltà di reggere il confronto. Lo show mantiene punti forti: animazione ancora più fluida, colori e regia audaci, temi provocatori su redenzione e peccato, e qualche momento musicale ancora efficace. Ma la serie paga il prezzo della sua ambizione: troppi personaggi, sottotrame sovraccaricate, ritmo a tratti confuso e canzoni meno incisive fanno perdere un po’ della scintilla originaria. Anche i protagonisti a volte risultano sacrificati a favore dei villain o delle scene più spettacolari, e la magia, quella sensazione di novità anarchica e imprevedibile, si affievolisce. Hazbin Hotel 2 resta divertente, esteticamente straordinaria e audace, ma fatica a raggiungere la coerenza, l’alchimia e l’impatto emotivo della prima stagione: una visione che convince a metà, senza riuscire a soddisfare pienamente chi cercava la stessa magia del passato.

