Quando si parla di manga cyberpunk, il nome di Alita occupa un posto speciale. Pubblicato per la prima volta nei primi anni ’90, il capolavoro di Yukito Kishiro è considerato una delle opere più influenti del genere.
Ma in un’epoca dominata da nuovi manga fantascientifici e da produzioni sempre più spettacolari, ha ancora senso recuperarlo nel 2026?
La risposta breve è: sì. E probabilmente più di quanto si possa immaginare.
Di cosa parla Alita?
Scritto e disegnato da Yukito Kishiro, Alita racconta la storia di una ragazza cyborg ritrovata tra i rottami della Città Discarica dal dottor Ido.
Priva di memoria e di qualsiasi ricordo del proprio passato, la giovane viene ricostruita e riceve il nome di Alita.
Ben presto però emerge qualcosa di straordinario: il suo corpo conserva le abilità di un’antica arte marziale dimenticata.
Da quel momento inizia un viaggio tra battaglie, ricerca della propria identità e domande sul significato dell’essere umani.
Perché leggerlo ancora oggi?
Una protagonista indimenticabile
Alita è ancora oggi uno dei personaggi femminili meglio scritti del manga.
Non è perfetta.
Sbaglia, soffre, cresce e cambia continuamente.
La sua evoluzione è uno dei motivi principali per cui l’opera continua a essere apprezzata anche a distanza di decenni.
Nel 2026 molti protagonisti risultano costruiti per essere immediatamente iconici; Alita invece conquista il lettore capitolo dopo capitolo.
Temi più attuali che mai
Dietro l’azione e i combattimenti si nascondono riflessioni profonde su:
- identità personale
- rapporto tra uomo e macchina
- memoria
- disuguaglianza sociale
- ricerca di uno scopo
Argomenti che, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie moderne, risultano oggi persino più rilevanti rispetto agli anni ’90.
Un mondo cyberpunk affascinante
La Città Discarica e la misteriosa città sospesa di Zalem rappresentano uno degli universi più interessanti del manga.
Il worldbuilding non è enorme come quello di alcune opere moderne, ma riesce a essere estremamente suggestivo.
Ogni zona, personaggio e tecnologia contribuisce a creare un’atmosfera unica.

È invecchiato bene?
Sorprendentemente sì.
I disegni di Kishiro mostrano ancora oggi una qualità impressionante, soprattutto nelle scene d’azione e nella progettazione dei cyborg.
Alcuni aspetti della narrazione riflettono inevitabilmente il periodo in cui il manga è stato scritto, ma senza risultare datati.
Anzi, molte delle idee proposte sembrano quasi anticipare temi che oggi sono al centro del dibattito tecnologico.
Il confronto con il manga moderno
Nel 2026 esistono numerose opere fantascientifiche di qualità.
Tuttavia, Alita mantiene un’identità molto forte.
A differenza di molti manga contemporanei, non punta soltanto sullo spettacolo.
Ogni combattimento ha conseguenze emotive e narrative.
L’azione è sempre al servizio della crescita dei personaggi e della costruzione del mondo.
Difetti
Pur essendo un classico, non è un’opera perfetta.
Tra i principali limiti:
- alcune parti possono apparire affrettate
- il tono cambia sensibilmente nel corso della storia
- alcuni personaggi secondari meritavano maggiore spazio
Inoltre, chi cerca una narrazione semplice e immediata potrebbe trovare alcuni passaggi più complessi del previsto.
A chi è consigliato nel 2026?
✔️ A chi ama la fantascienza e il cyberpunk
✔️ A chi cerca una protagonista memorabile
✔️ A chi apprezza storie mature e ricche di significato
✔️ A chi vuole recuperare un classico del manga
❌ Non è ideale per chi cerca una lettura leggera
❌ Potrebbe non piacere a chi preferisce ritmi molto veloci
Vale la pena leggerlo nel 2026?
Assolutamente sì.
Alita continua a essere uno dei migliori manga cyberpunk mai realizzati.
La sua miscela di azione, riflessione filosofica e crescita personale riesce ancora oggi a coinvolgere nuovi lettori.
Non è soltanto un classico storico.
È un’opera che ha ancora molto da dire.

