Yekatik 12 – Recensione

Ci sono eventi storici che non restano chiusi nei libri, ma continuano a proiettare la loro ombra sul presente. Yekatit 12 appartiene proprio a questa categoria: non è soltanto una data del calendario etiope, ma il simbolo di uno dei momenti più cruenti della storia coloniale italiana in Africa.

Il libro ricostruisce il massacro avvenuto ad Addis Abeba nel 1937, seguito all’attentato contro il viceré Rodolfo Graziani. Una rappresaglia che, secondo diverse ricostruzioni storiche, si trasformò rapidamente in una violenza sistematica contro la popolazione civile, con migliaia di vittime e una repressione capillare che segnò profondamente il Paese e la sua memoria collettiva.

L’opera non si limita a una narrazione lineare degli eventi, ma prova a restituire il contesto umano e politico in cui tutto accadde: la tensione dell’occupazione italiana, il clima di controllo e paura, e la nascita di una resistenza che avrebbe poi alimentato la lotta contro il fascismo. Il focus non è solo sulla cronaca, ma anche sul modo in cui la storia viene ricordata, dimenticata o rielaborata nel tempo.

Uno degli aspetti più interessanti è proprio il tentativo di riportare al centro voci spesso marginalizzate, quelle delle persone comuni coinvolte in un evento che la storia ufficiale ha a lungo raccontato in modo frammentato o parziale. Il libro si muove quindi tra ricostruzione storica e riflessione sulla memoria, cercando di colmare un vuoto ancora oggi evidente.

Non è una lettura “leggera”: richiede attenzione, disponibilità a confrontarsi con pagine dure e con una storia che mette in discussione narrazioni consolidate. Ma è anche un’opera che invita a interrogarsi su quanto il passato coloniale continui a influenzare il presente, non solo nei Paesi coinvolti direttamente, ma anche nella percezione europea di quella storia.

Spazio all'autore: Non è una lettura leggera, né qualcosa che scorre senza fermarti a riflettere. A tratti richiede un po’ di attenzione in più, soprattutto se non hai già familiarità con il contesto storico, però secondo me è proprio questo il punto: non è un libro pensato per intrattenere, ma per farti ragionare su una parte di storia che spesso viene messa da parte o semplificata. Non mi ha “travolto” a livello narrativo, ma mi ha lasciato addosso il peso dell’argomento, e credo sia già un risultato importante per questo tipo di opera. Andrea – World Wide Nerd

8
von 10
2026-05-15T16:00:00+00:00